Giornata della Memoria

Attualitą
20/01/2021

Uno straordinario scatto della fotografa americana Elizabeth "Lee" Miller, racconta l’orrore dei campi di concentramento nazifascisti.

Per ricordare la Shoah e tutte le vittime dei campi di concentramento nazifascisti, il Parlamento Italiano ha scelto, nel 1999, la data del 27 gennaio. Quel giorno del 1945 le truppe sovietiche della 60ª Armata del "1º Fronte ucraino" del maresciallo Ivan Konev, avanzando nel territorio polacco, raggiungevano il lager di Auschwitz, da pochi giorni abbandonato dalle SS tedesche. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo le proporzioni e la radicalità dello stermino del popolo ebraico e, insieme ad esso, di centinaia di migliaia di altri individui, che, secondo l'ideologia hitleriana, non dovevano trovare posto nella nuova Europa ariana.

Il mondo poté rendersi conto dell’abisso del male che esseri umani erano in grado di infliggere ad altri esseri umani. Un male che ha proprio nella perdita di umanità la sua connotazione più forte: quella volontariamente dimenticata dagli aguzzini e quella tolta con ogni mezzo e ogni pretesto alle vittime. Quell’umanità che i prigionieri avevano più cara e che Elizabeth Miller, testimone della liberazione dei campi di concentramento di Dachau  e Buchenwald,  incontrò negli occhi di una sopravvissuta del campo che, avvicinata, le sfiorò le labbra dipinte di rosso. Miller le donò il suo rossetto, la donna si allontanò stringendolo al petto: il ricordo della donna che era stata era riaffiorato in lei.

E’ lo stesso rossetto, la stessa applicazione di umanità, che l’artista Bansky opera sulle labbra dei sopravvissuti ad un campo di concentramento,  in una sua famosa opera:

“E’ basata sui diari di un colonnello -dice Bansky- che liberò il campo di Bergen Belsen. Il colonnello liberò il campo e in una cassa di aiuti che portò loro c’erano 400 rossetti. Lui si arrabiò, ma poi li diede alle donne e loro lo indossarono, poi si pettinarono i capelli; e forse quella fu la cosa che le fece sentire di nuovo vive, la cosa migliore che i soldati avrebbero potuto fare. Questo è quello che intendo quando parlo della differenza che può fare l’applicazione di colore, di pittura” 

Un estratto dal diario del Tenente Colonnello Mervin Willerr Gonin DSO che era fra i primi soldati Inglesi a liberare Bergen-Belsen nel 1945.

"Non so dare una descrizione adeguata del Campo dell'Orrore nel quale i miei uomini ed io dovevamo spendere il prossimo mese dell nostre vite. Era una semplice spoglia selva, spoglia come un campo di galline. Corpi sparsi ovunque, alcuni in grandi mucchi, a volte giacevano singoli o in coppie, dov'erano caduti. Ci volle un po' di tempo ad abituarsi a vedere uomini, donne e bambini cadere mentre gli camminavi vicino ed evitare di andargli in soccorso. Ci si doveva abituare semplicemente all'idea che il singolo non contava. Si sapeva che ne morivano 500 al giorno e che 500 al giorno ne sarebbero morti per settimane prima che qualsiasi cosa avremmo potuto fare avrebbe avuto il più piccolo effetto. (…) Fu solo poco dopo l'arrivo della Croce Rossa Inglese, per quanto magari non vi era nessun collegamento, che arrivò un grosso carico di rossetto. Non era affatto quello che noi uomini volevamo, noi urlavamo il desiderio per centinaia di migliaia di altre cose e non so chi chiese rossetto. Vorrei tanto scoprire chi fu, perché fu un atto di genio, pura incorruttibile genialità. Credo che nulla fece più per quegli internati di quanto fece quel rossetto. Le donne giacevano nei loro letti senza lenzuola ne' vestaglie ma con labbra rosso porpora, le vedevi vagare senza nulla più che una coperta sulle spalle, ma con labbra rosso porpora. Vidi una donna morta sul tavolo mortuario e raccolto nelle sue mani c'era un pezzo di rossetto. Finalmente qualcuno aveva fatto qualcosa per renderli nuovamente individui, erano qualcuno, non più solo il numero tatuato sul braccio. Finalmente potevano interessarsi al loro aspetto. Quel rossetto iniziò a ridar loro la loro umanità".

 

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