Il Canestrello di Roberto Moro

Attualitą
08/02/2019

Venerdì 15 febbraio, alle 21.00, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale "Roberto Allegri" di Serravalle Scrivia, verrà presentato il libro di Roberto Moro "Il Canestrello: un prodotto tipico nel Novese". Si parlerà contemporaneamente dell'attività della Cooperativa Sociale Onlus PAZZA IDEA di Novi Ligure, che si occupa di sostegno ai famigliari di persone affette da disagio psichico e che è legata strettamente a questo progetto editoriale: il libro sostiene infatti, con i suoi proventi, il progetto "la pazza idea dei canestrelli", tramite il quale alcuni fornai Novesi formeranno i "ragazzi" della cooperativa ed insegneranno loro a fare canestrelli. "Il canestrello ha un mondo apparentemente ristretto ma a ben guardare vario e importante. - spiega Roberto Moro nel suo libro - I canestrelli vengono alla luce nei due ambienti, domestico e professionale specialistico. Le cucine delle nonne, delle mamme e dei recenti appassionati fanno da contraltare ai moltissimi laboratori artigianali dove gli specialisti sono i fornai e la tecnologia è fatta di macchinari evoluti ed efficienti. Siamo quindi in condizione di individuare il mondo dei canestrelli che ha confini piuttosto chiari: le nostre cucine, le panetterie, i negozi di alimentari (e talvolta gli scaffali dei supermercati) ma soprattutto le nostre tavole, uno dei simboli dello stile di vita italiano, intorno ai quali spesso riusciamo a trovare un momento di pausa per il tempo necessario a recuperare un po' di energia e tirare il fiato. Con il sottotitolo poi affrontiamo la parte più seria del discorso introduttivo. Consideriamo il nostro protagonista un prodotto tipico nel Novese. Non ci nascondiamo che un bel del sarebbe stato di maggiore effetto ma in tutta onestà non possiamo certo dire che i Canestrelli siano tipici della nostra zona. Se facciamo mente locale dobbiamo dire che hanno una diffusione importante anche altrove. Abbiamo quindi preferito, come detto, il nel in considerazione del fatto che il Canestrello nella nostra zona è diffusissimo. Noi diamo fra l'altro lo stesso nome alla versione "ad anello" di impasto che ricorda il colore del pane e la cosiddetta secca e sbriciolosa (alla quale immediatamente pensiamo quando qualcuno ci parla dei Canestrelli della Pieve, della fiera o 'd Nove) come a quella a forma di fiore. Questi ultimi, tendenzialmente fatti di pastafrolla o giù di lì (in casa si fanno stendendo la pasta con il mattarello e ricavandoli con l'uso degli stampi), sono parenti lontani (o meglio affini) a quelli presi in considerazione da questa pubblicazione. E' indiscutibile che quello del tipo "della Pieve di Novi" sia entrato ormai da tempo nel novero dei cibi e prodotti che sono un simbolo delle nostre terre insieme ad amaretti, ceci, corzetti, focaccia, salame, testa in cassetta e formaggio Montebore solo per citarne alcuni. Roberto Moro, dipendente pubblico, è nato a Genova 55 anni fa, figlio di emigranti. Vive a Novi Ligure dal 1991 ma ha tutte le sue radici a Persi in Val Borbera. Ama cucinare e vuole molto bene al territorio, le cui tradizioni intende approfondire. Da sempre si interessa al sociale e ai deboli.

 “PAZZA IDEA” SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE ONLUS  L’associazione di volontariato “Il Tiretto”, dopo 10 anni di attività al fianco dei familiari di persone affette da disagio psichico, ha creato nel 2009 un gruppo appartamento, in convenzione con l'ASL AL, sito a Voltaggio, in cui far transitare i pazienti che uscivano dalla comunità “Alba Chiara” ed orientati ad un progetto di guarigione e riabilitazione. Negli anni il progetto è cresciuto, nel 2012 è stato aperto un secondo gruppo appartamento e sono state incrementate le ore di personale, perché era fortemente radicata nella mente dei volontari che la riabilitazione fosse possibile in gran parte attraverso la relazione. Nel 2015 ci si è resi conto che era necessario creare una struttura più solida rispetto ad un'associazione di volontariato, e così, dall'idea e dall'impegno dei volontari e degli operatori dei gruppi appartamento, è nata la Cooperativa “Pazza Idea”, che ha sostituito l'associazione nel compito di gestione dei gruppi appartamento (che ad oggi hanno entrambi una copertura di 24 ore al giorno). La cooperativa non ha proseguito l'attività dell'associazione solamente nella gestione dei G.A., ma ha allargato e fatto crescere un altro progetto, sempre iniziato dall'associazione: quello di creare un'opportunità di lavoro per gli stessi pazienti che vengono seguiti nei gruppi appartamento. Nel percorso di riabilitazione, un tassello fondamentale è quello del lavoro: spesso le persone affette da disagio psichico faticano ad accedere al mondo del lavoro, spesso a causa di pregiudizi. Il progetto di reinserimento lavorativo era già nato all’interno dell’associazione grazie al coinvolgimento di alcuni familiari e volontari che avevano prestato a titolo di comodato d’uso dei terreni coltivabili a Lerma; in questi terreni le persone con disagio psichico lavorano e si affiancano ai volontari e agli operatori della cooperativa per produrre ortaggi. La creazione della cooperativa (iscritta all'albo provinciale delle cooperative sociali – sezione A e B) ha permesso di poter vendere i prodotti sui mercati, di essere affiliati a Coldiretti e, soprattutto, di poter dare un lavoro vero a coloro i quali hanno risorse sufficienti per poter far fronte ad un impegno lavorativo maggiore rispetto ad una borsa lavoro. L’associazione “Il Tiretto” con i suoi volontari rimane attiva e continuerà ad affiancare il lavoro degli operatori sia nei G.A. che a Lerma in campagna. Dal 2015, hanno di fondazione, la cooperativa sta crescendo: i due gruppi appartamento di Voltaggio sono stati spostati a Novi Ligure (in accordo con il DSM AL): trovandosi in una località più vicina all'orto di Lerma e in un contesto cittadino, gli ospiti hanno migliorato la loro qualità della vita, potendo usufruire di più servizi sul territorio. Anche l'attività agricola a si è ingrandita (dal 2017 coltivano anche dei terreni a Pasturana, grazie alla collaborazione con Cascina Orto), consentendo di coltivare una maggior quantità di terreno, di essere presenti sui mercati del basso alessandrino, di assumere una persona con disagio psichico, inizialmente inserita come borsa lavoro, e di accogliere più pazienti del DSM AL con borse lavoro o tirocini. Ultimamente stanno lavorando alle certificazioni per ottenere il marchio di prodotti biologici.

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