Conferenza con l'archeoastronomo Adriano Gaspani

Attualitą
03/03/2018

Venerdì 9 marzo, alle 21.00, tornerà presso la Biblioteca Comunale di Serravalle Scrivia l'archeoastronomo Adriano Gaspani, per parlare de  “L’idea del Cielo, del Cosmo e del Tempo, delle popolazioni liguri dell’area di Libarna” in una conferenza che, in pieno stile del relatore, sarà affascinante, insolita e di grande coinvolgimento. Per l'archeoastronomo sarà un ritorno a grande richiesta presso la Biblioteca "Roberto Allegri", dopo che, proprio nel marzo dell'anno scorso, incantò letteralmente una sala gremita di pubblico, indagando "le origini astronomiche della città romana di Libarna". Il professor Gaspani, membro dell' I.N.A.F. - Istituto Nazionale di Astrofisica dell'Osservatorio Astronomico di Brera , aveva già ottenuto un grande successo di pubblico l'anno scorso quando, presso la Biblioteca "Roberto Allegri", aveva parlato delle "Origini astronomiche dell'antica città romana di Libarna". Questa volta il discorso verrà ampliato per comprendere la concezione del Cosmo che avevano le popolazioni Celto -Liguri che fondarono l'insediamento di Libarna. La capacità di percepire i ritmi della natura e di vivere in armonia con essa fu un fatto essenziale per le popolazioni del mondo preistorico e protostorico europeo. Fu così anche per le tribù liguri e celto-liguri stanziate nel settore sud-occidentale della pianura padana e dell’area appenninica, come per altre popolazioni dell'età del Ferro, essendo la loro, una società la cui economia era, in epoca preromana, quasi esclusivamente rurale. Le notizie storiche e i reperti archeologici ci mostrano chiaramente che le popolazioni di stirpe ligure condividevano con quelle di stirpe celtica l’utilizzo dell’osservazione dei corpi celesti finalizzata alla religione e alla ritualità, alla pianificazione dell’agricoltura e dell’allevamento, alla scansione del tempo e al calendario. Il calendario utilizzato dalle popolazioni liguri che era di tipo esclusivamente lunare basato sulla successione delle fasi del nostro satellite naturale. Il Sole e la Luna con i loro movimenti ciclici furono comunque fondamentali dal punto di vista della misura del tempo, sia sacro che profano, e dello sviluppo del calendario. In questo modo la Luna permetteva di scandire il tempo in settimane, quindicine e mesi, mentre al Sole spettava il compito di scandire l'anno. Non risulta, almeno in epoca preromana, che le popolazioni liguri abbiano intrapreso alcuno sforzo oggettivo e documentato per combinare il computo lunare con quello solare codificandolo entro un singolo calendario, ma i due computi rimasero separati e utilizzati ciascuno con la sua finalità pratica, salvo poi adottare il calendario romano, esclusivamente solare, imposto in seguito all’occupazione romana. L'esistenza, durante l'anno stagionale, di molte festività è un fatto noto e ben documentato dai reperti archeologici, dalla storiografia antica e dalle tradizioni che ancora oggi vengono celebrate in svariate località del territorio ligure. In questa sede ci occuperemo in particolare dei Dectunini, la tribù celto-ligure a cui dobbiamo la fondazione dell’insediamento di Libarna, prima della sua evoluzione in città romana pianificata. L’impianto urbanistico di Libarna oltre alla successiva strutturazione centuriata romana mostra ancora il principale asse viario residuo della struttura ligure originale orientato sul punto di sorgere della Luna al lunistizio estremo inferiore all’orizzonte naturale locale. Questo si accorda perfettamente con quanto conosciamo dell’idea del cielo e del cosmo propria delle popolazioni liguri e celto-liguri le quali di fatto condividevano le caratteristiche fondamentali proprie dell’Astronomia celtica tranne forse per il fatto di tenere la Luna in considerazione ancora maggiore di quanto non facessero le popolazioni celtiche. Un particolare reperto, conosciuto come il “disco di Libarna” ci dimostra chiaramente questo fatto, ma la sua particolare struttura ci permette anche di stabilire un collegamento con il sistema celtico di misura del tempo basato sul ciclo sinodico lunare e una sua eventuale integrazione con il computo solare. D’altra parte la Luna fu per i pastori e gli allevatori, come erano le tribù di etnia ligure, quello che il Sole rappresentava per gli agricoltori. Attualmente siamo in grado di stabilire con buona approssimazione l’idea del cielo, del cosmo e del tempo propria delle popolazioni liguri stanziate nell’area padana sud-occidentale e del loro efficace utilizzo della Luna ai fini della pianificazione della vita sociale, religiosa e pastorale, anche se un po’ meno accuratamente di quanto è possibile fare in relazione alle popolazioni celtiche di cui esiste una documentazione oggettiva maggiormente abbondante, ma ormai i principi fondamentali dell’Astronomia dei Liguri sono ben conosciuti. Nato a Bergamo, il 23 Marzo 1954, Adriano Gaspani vive a contatto delle natura, in un luogo isolato e impervio tra le montagne dell'alta Valle Brembana, nel Bergamasco. Dal 1981, fa parte dello staff dell'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), afferente all' I.N.A.F. (Istituto Nazionale di Astrofisica - Roma). Membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia) sin dalla sua fondazione, svolge le sue ricerche nel campo dell'Archeoastronomia con particolare riferimento ai periodi protostorico e medioevale in Europa e relativamente al perfezionamento delle tecniche di rilevamento dei siti archeologici di rilevanza astronomica e dell'analisi dei dati raccolti.

 

 

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