Giorno della Memoria

Attualitą
24/01/2017

 

“Prima vennero per gli ebrei

e io non dissi nulla perché

non ero ebreo.

Poi vennero per i comunisti

e io non dissi nulla perché

non ero comunista.

Poi vennero per i sindacalisti

e io non dissi nulla perché

non ero sindacalista.

Poi vennero a prendere me.

E non era rimasto più nessuno

che potesse dire qualcosa.”

Martin Niemoeller

Pastore evangelico deportato a Dachau

Il 27 gennaio è il giorno della memoria

Settantantadue anni fa, il 27 gennaio 1945, i soldati sovietici abbattevano i cancelli Auschwitz liberando i prigionieri sopravvissuti al campo nazista e rivelando al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. Auschwitz era un complesso di campi di concentramento che si trovava non molto distante da Cracovia, in Polonia. Con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, già intorno alla metà di gennaio, le SS iniziarono ad evacuare la zona: portarono con se circa 60.000 prigionieri sani che vennero fatti marciare prima dell’arrivo dei russi. Si trattò di una vera e propria marcia della morte perché, di questi prigionieri, si stima che tra 9.000 e 15.000 sarebbero morti durante il tragitto, in gran parte uccisi dalle SS perché non riuscivano a reggere i ritmi mostruosi della marcia. I prigionieri malati o esausti, circa 9000, erano stati invece lasciati nel complesso di campi di Auschwitz: le SS intendevano liquidarli, ma non ebbero il tempo necessario per farlo prima dell’arrivo dei sovietici. 

Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.

Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito  il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio, data simbolica scelta per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati"

In tutta Italia (e in molti paesi europei) vengono "organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti". Primo Levi, il grande scrittore italiano deportato e sopravvissuto al lager di Auschwitz ha scritto che ogni qualvolta si pensa che uno straniero, o un diverso da noi è un Nemico, si pongono le premesse di una catena al cui termine c'è il Lager, il campo di sterminio. A proposito del genocidio del popolo ebraico, ne "I sommersi e i salvati" Primo Levi ha detto: "E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire".

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