Una Giornata per Non dimenticare

Il 27 gennaio è il "Giorno della memoria"

AuschwitzPer ricordare tutte le vittime della deportazione dello sterminio degli ebrei (la Shoah) e  tutte le vittime dei campi di concentramento nazifascisti, il Parlamento Italiano ha scelto, nel 1999, la data del 27 gennaio.

Quel giorno del 1945, infatti, le truppe sovietiche, avanzando nel territorio polacco, raggiungevano il lager di Auschwitz, da pochi giorni abbandonato dalle SS tedesche. Il mondo intero cominciava, così, a prendere coscienza delle proporzioni e della radicalità dello stermino del popolo ebraico e insieme ad esso, di centinaia di migliaia di altri individui, che, secondo l'ideologia hitleriana, non dovevano e potevano trovare posto nella nuova Europa ariana.

Nei paesi occupati dai nazisti, soprattutto quelli dell'Europa orientale, come nella stessa Germania, furono così, insieme agli ebrei, perseguitati, deportati e sterminati gli appartenenti a minoranza etniche considerate inferiori (sinti e rom e alcune minoranze slave), o religiose (Testimoni di Geova), e, in nome di un aberrante principio eugenetico, quanti erano affetti da handicap fisici o mentali o erano, secondo l'ideologia nazista, colpevoli di una inaccettabile devianza sociale (asociali, Auschwitzomossessuali, persone senza fissa dimora). Fra le vittime dello stermino vanno poi anche ricordati quei prigionieri fatti dai nazisti nei paesi occupati a cui non veniva riconosciuto lo status di prigioniero di guerra e che venivano inviati in campi di concetramento dove le condizioni detentive erano durissime. Molti di questi, soprattutto nei paesi dell'Europa orientale, in considerazione della loro posizione sociale o politica (dirigenti comunisti o ufficiali dell'esercito) non venivano neppure deportati ma brutalmente eliminati una volta catturati. Fu quanto, per esempio, accadde in Polonia nei primi tempi dell'occupazione nazista, con l'obiettivo di eliminare preventivamente ogni focolaio di resistenza e di avviare, distruggendo l'élite dirigente di quel paese, la riduzione dei polacchi a un popolo di schiavi.

Sebbene quello perpretrato dal nazismo non sia l'unico sterminio conosciuto dalla storia del '900 nè il regime nazista l'unico ad aver edificato un vasto e articolato "universo concentrazionario", esso rimane, per più di un aspetto, esemplare. E' la sistematicità con cui fu organizzato, quasi si Auschwitztrattasse di un'impresa industriale, unita alla volontà, mai manifestatasi prima nella storia, di sterminare un intero popolo e con esso tutti gli individui definiti dalla ideologia nazista come pericolosi per la purezza della "razza ariana", a renderlo unico. Senza la tecnologia moderna, senza la "razionalità burocratica" propria di società arrivate allo stadio di complessità di quella tedesca (in virtù della quale agli stessi esecutori il terribile compito loro affidato poteva sembrare nulla più che una questione "amministrativa"), lo sterminio, così come fu concretamente realizzato, non sarebbe stato possibile. Non solo. In nessun altro caso, come in quello nazista, il campo di concentramento divenne il laboratorio in cui il regime intendeva"costruire" il mondo nuovo di cui parlava la sua ideologia, quasi si trattasse di un enorme esperimento sulla natura umana, il cui fine era quello di "reificare" le vittime e trasformare in "superuomioni" i carnefici. A distinguere Auschwitz dagli altri stermini di massa del '900 è, in un certo senso, proprio la sua modernità.

E' per questa ragione che Auschwitz apparve subito come il punto più basso del secolo e Giorno_della_Memoriadivenne col tempo il buco nero della coscienza collettiva non solo dei tedeschi ma di tutta la civiltà europea, il simbolo del male radicale nella storia, qualcosa di inintellegibile a partire dalla categorie storiche e filosofiche con cui normalmente si indagava il passato o ci si sforzava di comprendere il presente. La rappresentazione di sé e della propria storia elaborata per secoli dalla cultura europea, quella di un inarrestabile progresso della tecnologia e della scienza cui si univa necessariamente anche quello della morale e della civiltà, veniva, così, radicalmente "confutata" dalla realtà di Auschwitz. La barbarie più assoluta sembrava essere il volto nascosto della società moderna, una possibilità da sempre insita nel progresso stesso della società umana e non solo una deviazione occasionale dal suo naturale cammino.

 


Legge n. 211 del 20 luglio 2000

Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno approvato;

Art. 1
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetti i perseguitati.

Art. 2
In occasione del "Giorno della memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 20 luglio 2000