Le strade urbane

I due assi principali erano il cardine massimo (cardo maximus) con orientamento nord-sud e il decumano massimo (decumanus maximus), orientato in senso est-ovest, affiancati parallelamente da cardini e decumani minori. Il tracciato del cardine massimo coincideva con ogni probabilità con il tratto urbano della via Postumia. L'ampiezza e la pavimentazione della carreggiata variavano in relazione all'importanza della strada. I due assi principali erano molto ampi (circa 14 metri il cardine massimo e 10 metri il decumano massimo); la larghezza delle vie secondarie era compresa tra 9 e 5 metri.

Area Archeologica di LibarnaLe strade principali, destinate anche al traffico pesante, erano lastricate con basoli, le altre rivestite con ciottoli; la sede stradale era lievemente convessa. Generalmente dotate di marciapiedi, le strade erano talvolta fiancheggiate da canalette per far defluire l'acqua piovana. In alcuni casi sulla carreggiata sono ancora visibili i solchi lasciati dal passaggio dei carri. Lungo le strade urbane erano disposti pozzi e fontane ad uso pubblico, latrine ed edicole votive, dei quali si sono trovate numerose testimonianze all'interno dell'area archeologica.

Il decumano massimo
Come in ogni città romana, il decumanus maximus era anche a Libarna l'asse stradale principale che, insieme al cardine massimo, costituiva l'ossatura centrale della rete viaria urbana. La strada collegava l'anfiteatro con il foro, fulcro della vita sociale e religiosa cittadina, nel punto di incontro con il cardine massimo. Ampio circa 10 metri, il decumano era lastricato in basoli di pietra e dotato di marciapiedi. Lungo questo tratto del decumano, che attraversava gli isolati del quartiere dell'anfiteatro, si aprivano alcuni ingressi di abitazioni e di botteghe.

 

Testi: Sabrina Carrea e Marica Venturino Gambari

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