Oratorio dei Rossi

Nel 1532 viene fondata la Confraternita di San Giovanni Battista e della Santissima Trinità, detta dei Rossi, dal colore dell'abito vestito dai Confratelli, compagnia storicamente dedita alla preghiera ma in modo particolare all'assistenza dei pellegrini e dei carcerati. il rosso vermiglio distintivo è simbolo della regalità di Cristo e del fuoco della carità.

 Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi   

Il primitivo oratorio localizzata nei pressi del castello, forse al culmine dell'attuale via San Martino, sopra Via Tripoli, venne sostituito quale sede della Confraternita, nel 1727, dopo lavori di edificazione ex novo durati circa vent'anni. La data identificata si deduce dalla data incisa sul libro aperto, retto dalla statua dell'Evangelista San Giovanni che si trova all'interno della chiesa. Oggi l'Oratorio ha il suo accesso pedonale da portale di Via Berthoud.

Serravalle Scrivia - Piazzetta Pallavicini - Oratorio dei Rossi Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi Serravalle Scrivia - Oratorio dei Rossi Gruppo Ligneo della Trinità (Foto Maristella Repetti - Ass. Amici dell'Arte)) Serravalle Scrivia - Crocifisso (Foto di Gianni Torchia - Monica Motto)

L'Oratorio dei Rossi, nella sua semplice e sobria struttura architettonica, l'edificio costituisce un singolare esempio di puro barocchetto genovese, libero dagli influssi architettonici lombardi o piemontesi, sebbene lo stile della facciata spiccatamente unitario ed altri dettagli testimonino un larghissimo ricorso a capitelli e colonne di ordine dorico ed altro materiale edilizio di pregevolissima fattura, proveniente da scavi dell'area archeologica dell'antica Libarna romana. Il valore stilistico dell'edificio è pertanto non trascurabile in un territorio come quello della Valle Scrivia, privo di una tradizione artistico architettonica propria e continuamente esposto ad influssi culturali provenienti dalle zone limitrofe. Rimarchevole il portale di ingresso, per il quale sono state impiegate grandi colonne di ordine dorico, provenienti da Libarna.

Il tempio ospita interessanti manufatti di artigianato sacro (cappe, tabarrini, broccati, velluti, filigrane in argento) sopravvissuti alle requisizioni ed alla soppressione delle confraternite del 1811 ed opere d'arte "maggiore" di scuola genovese, tra i quali si ricordino:

Il gruppo ligneo processionale policromo della Trinità e San Giovanni Battista, opera di grandi dimensioni, che si presenta complessa ed elaborata nell'apparato scenico e nell'architettura. Manufatto risalente al XVIII secolo, venne originariamente attribuito a Luigi e Francesco Montecucco (affermati artigiani in Gavi, ma serravallesi della Crenna), ma recentemente è stato riconosciuto a firma dello scultore Luigi Fasce.

La Sacra Famiglia con San Giovannino, dipinto di scuola genovese, databile tra il 660 ed il 700, assai vivo nei particolari e nell'interpretazione compositiva che si ritiene riconducibile al pittore genovese Valerio Castello oppure a suoi allievi.

Il baldacchino dell'altare maggiore, in legno policromo, risalente al secolo XVII ed il coevo bel crocifisso ligneo, conservato nelle austere sale della sagrestia dell'Oratorio.

La tela ad olio raffigurante la Sacra Famiglia con San Giovannino, opera di scuola genovese databile tra il 600 ed il 700, opera attribuita a Valerio Castello.

Interessante il dipinto di San Carlo e San Francesco da Paola, dipinto del XVIII secolo.

Visibili solo durante le solenni processioni, di pregio artistico sono anche i tabarrini delle cappe, i broccati e gli argenti liturgici, in uso alla Confraternita.

Foto: Giovanni Torchia, Monica Motto e Maristella Repetti


Per saperne di più

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